Mi chiamo Isabella e sono una parrucchiera, ma preferisco identificarmi come “arricciatrice”.
Con il mio progetto voglio portare innovazione e inclusione. Il mio obiettivo principale è quello di aumentare consapevolezza ed empowerment, offrendo in salone uno spazio speciale, rivolto alle persone con capelli ricci e ricci afro. I servizi che offro sono taglio, styling e consulenza.
Di Isabella Nuemia

Com’è nata l’idea del tuo salone? E il nome?
L’idea di aprire uno spazio dedicato alle persone appartenenti a una cerchia specifica nasce dalla voglia di fornire alle persone ricce e con capelli afro un ambiente dove possano sentirsi comprese, belle e dove possano iniziare ad amare la texture dei propri capelli.
Le particolarità di noi persone ricce non devono essere un limite e quello che ho creato è esattamente quello che avrei voluto nella mia età adolescenziale, dove, per motivi sociali, i capelli afro e ricci erano visti come un aspetto negativo. Questo mi ha spinto alla ricerca continua di omologazione ai canoni occidentali e della nostra società.
Quando ho capito il valore delle mie radici, ho pensato che avrei fatto di tutto per non far sentire sminuite altre persone come mi sono sentita io. E da lì nasce Per un mondo più riccio: un obiettivo, celato in uno slogan da me ideato.

In un Paese in cui è piuttosto difficile trovare saloni che sappiano trattare tutti i tipi di ricci, pensi che qualcosa stia cambiando da quando hai aperto il tuo salone?
Certo. Da quando ho aperto il mio spazio, sicuramente, qualcosa è cambiato. C’è molta più consapevolezza, ma quello che mi rende più felice sono le persone che vengono da me perché vogliono ritrovarsi, partendo proprio dai capelli.
Tu come ti sei formata? E quanto è importante la tua esperienza da donna afrodiscendente nella gestione delle diverse texture di capelli?
I corsi in Italia per il mio tipo di lavoro sono pochi, ma li ho frequentati. Ho partecipato anche a corsi online con parrucchieri oltreoceano. Penso che la mia esperienza nel distinguere le varie tipologie di riccio sia fondamentale, perché ogni riccio è differente, che sia per densità, forma o spessore.
Quanto è varia la tua clientela? Ti capita di trattare anche capelli lisci, o vieni contattata principalmente per le tue competenze sul riccio?
La mia clientela in realtà varia più che altro sull’età. Può venire la bambina di due anni come la signora di settanta. E no, il mio spazio è dedicato esclusivamente alle persone ricce, afro o mosse, penso che ce ne siano a sufficienza esperti nel liscio, e per me non è uno svantaggio, bensì un valore aggiuntivo.

Come ti è venuta l’idea di creare anche un servizio specifico per le donne che indossano l’hijab? Come funziona?
Il servizio per le donne velate in realtà è partito da un’esperienza avuta con una ragazza che mi ha chiesto di farsi i capelli, ma al tempo non avevo la possibilità di offrire uno spazio riservato e decisi di andare a casa sua.
E da lì mi chiesi quante potessero essere le ragazze velate con la necessità o semplicemente la voglia di farsi sistemare e coccolare i capelli. Da lì è nato il mio “Hijab Day Hair care”, una giornata dedicata interamente a donne ricce che indossano il velo, in cui è possibile richiedere una consulenza, tagliare i capelli e usufruire di trattamenti pensati per il benessere dei propri capelli.
Qual è il più grande traguardo raggiunto finora?
Il più grande traguardo per me è stato quello di sentirmi un punto di riferimento per persone, donne e uomini, che non avevano una persona di cui fidarsi.
Ti piacerebbe aprire altri saloni in giro per l’Italia? O preferisci occuparti personalmente della tua attività?
Aprire altri spazi dedicati alle persone ricce non è escluso dai miei progetti futuri.
Che consiglio daresti ad altre giovani imprenditrici che vogliono iniziare in questo settore?
Posso dire che ci vuole molta formazione, ma, soprattutto, moltissima dedizione. Si tratta di lavori dove devi sicuramente capire le richieste, oltre a mettere in conto che per seguire una sola cliente ci vuole più di un’ora.
Purtroppo viviamo in una società che va di corsa e siamo abituati a vedere una persona liscia entrare in un salone per una piega al volo. Con i capelli ricci il metodo e la cura sono completamente differenti.

Come ti immagini Per un mondo più riccio tra 5 anni?
Questa è una bella domanda. Io sono una persona che vive giorno per giorno, dando il massimo e cercando di vivere il più possibile il “qui ed ora” , ma se dovessi pensare al futuro, immagino Per un mondo più riccio come una grande comunità e connessione di persone ricce che non hanno più paura di andare dal parrucchiere con il rischio di uscire insoddisfatte.
Le persone che ne farebbero parte avrebbero trovato un esperto dell’ambito.
E da arricciatrice il mio slogan resta proprio la speranza di vedere un mondo più riccio , quindi un mondo più consapevole.
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