WeMadeInItaly: An Megastore

Sono Angela, vivo in Italia da circa 40 anni, dopo essermi trasferita qui dalla città rurale di Qingtian, in Cina. Da allora l’adattamento alla cultura italiana è stato un po’ una grande avventura che mi ha portata a visitare Bologna, Palermo, Milano e infine Roma, dove è nato An Megastore, uno degli esercizi commerciali forse più grandi della sua categoria e sicuramente uno dei più virali.

Chi gestisce An Megastore?

Lo gestisco insieme a mio figlio Alessandro e a pochi passi dal centro di Roma offriamo ai nostri clienti una vasta scelta di articoli, da quelli per la casa alla moda, dall’elettronica ai beni più particolari. Come mi piace dire sui social, se il cliente ha un problema allora “Ci penso io! Abbiamo tutto!”.

Come è nata l’idea di aprire un negozio a Roma?

È un’idea nata dalla conoscenza, dato che io ho sviluppato una formazione nel settore tessile in Cina. Ma la nostra attività viene anche e soprattutto da un impegno costante: ci sono state molte difficoltà, da quelle più imprenditoriali a quelle invece legate agli stereotipi, che in parte esistono ancora all’interno della cultura italiana.

Con An Megastore volevamo creare un business più diversificato di quanto potrebbe essere la vendita al dettaglio, in modo da andare incontro alle diversissime esigenze di tutti quei clienti che quotidianamente visitano il centro di Roma. Possiamo quindi dire che l’opportunità ha incontrato l’occasione, per poi svilupparsi attraverso la conoscenza che ho maturato nel tempo in ambito imprenditoriale.

Quando si parla di imprenditoria in Italia, si sentono più aspetti negativi che positivi. Perché avete deciso di crederci lo stesso? È stato difficile all’inizio?

Come dicevo prima, le difficoltà non sono mancate. Tuttavia, nonostante veda l’Italia come la mia casa, la cultura cinese farà sempre parte di me e in essa è presente un impegno lavorativo fatto di serietà e determinazione. 

Non ci siamo arresi alle prime difficoltà e credo che le nostre attività siano cresciute di pari passo al modo in cui la comunità straniera si è stabilita in Italia. Anzi, spero sempre che in qualche modo possa aver contribuito anche io a questo avvicinarsi tra Italia e Cina ed è proprio questo uno dei pensieri che, oltre al semplice guadagno economico, mi spinge a fare di più.

Come vi trovate a lavorare in famiglia? Siete d’accordo sulla gestione dello store?

È una cosa molto stimolante, ma anche potenzialmente ambigua. 
Per evitare che il rapporto lavorativo influenzi quello di famiglia cerchiamo di mantenere quella fiducia che c’è tra due parenti e sfruttarla per crescere insieme, tenendo tuttavia sperati i due ambiti: all’interno del negozio Alessandro è come prima cosa un mio fidato collaboratore più che un figlio.

Abbiamo età diverse e esperienze altrettanto differenti perciò è normale che ci siano anche differenti opinioni su come gestire l’attività o la nostra presenza social. Tuttavia cerchiamo il confronto e soprattutto di tenere vicendevolmente a mente i nostri “punti di forza”, cioè la consapevolezza di Alessandro sul lato social e comunicativo e la mia esperienza imprenditoriale.

Essendo di due generazioni diverse, vi è mai capitato di essere trattati in maniera diversa dalla clientela?

Adesso che abbiamo un certo seguito di amici e affezionati sui social capita sicuramente spesso che mi riconoscano, mentre Alessandro, che è meno presente nei video, passa certamente più inosservato

A parte questo aspetto, non posso dire che ci siano state troppe differenze, se non il fatto che nonostante la sua chiara fisionomia cinese il linguaggio adoperato da Alessandro è molto più influenzato dal romano, il che spesso porta la gente simpaticamente a stupirsi.

Nell’ultimo anno avete avuto un grande successo anche sui social e avete guadagnato una community appassionata. Quando avete deciso di fare questo passo? Vi aspettavate questo successo?

Quando abbiamo iniziato a produrre contenuti sul web non avevamo aspettative. Era più un gioco o al massimo un esperimento. 

Arrivati i primi risultati e il coinvolgimento su altre piattaforme come le interviste alla radio o in TV, abbiamo voluto darci un’impostazione più strutturata cercando però di non perdere quella spontaneità e spensieratezza che ci contraddistingue.

Da all’incirca 8 mesi abbiamo iniziato a studiare meglio i format o le tempistiche di pubblicazione, oltre a pensare a contenuti diversi. Per noi però rimane importante non perdere la testa o fare sì che queste esperienze divertenti ci facciano dimenticare l’impegno che abbiamo con i clienti di An Megastore: siamo e saremo sempre prima imprenditori e commercianti che “influencer”.

La maggior parte delle persone in Italia associa i negozi gestiti da titolari di origine cinese ad articoli di scarsa qualità. Come reagite a questo tipo di commenti? Avete paura che i vostri video possano alimentare degli stereotipi?

Credo che gli stereotipi debbano essere combattuti con i fatti più che con le parole

Per questo invito sempre con un sorriso a farci visita, soprattutto coloro che sono in qualche modo prevenuti nei confronti della qualità dei prodotti. 

Con An Megastore, infatti, io e Alessandro ci curiamo personalmente di cercare il miglior compromesso tra un campionario vasto ed economico e prodotti di qualità.

Per quanto riguarda i social, facciamo il possibile per strappare una risata più che i soldi, evitando così false promesse o un’attenzione ossessiva sui prodotti. Chi vede i nostri video deve diventare prima nostro amico che cliente: se poi vuole fare questo ulteriore passo allora è una cosa che deve venire naturale, non certo come conseguenza di false promesse o la diffusione di stereotipi.

Chi sono i vostri principali clienti? Vengono anche i fan a trovarvi?

La forza di An Megastore è proprio rivolgersi a un pubblico così vasto da non avere un “cliente tipo”: accogliamo dal giovane all’adulto, dal turista al residente di Roma, dal cliente affezionato al visitatore occasionale. 

Certamente dopo che abbiamo iniziato a pubblicare sul web e, in particolare, nell’ultimo periodo, hanno preso a farci visita persone che vengono appositamente perché “nostri amici sul web” piuttosto che potenziali clienti.

La cosa mi diverte e dedico volentieri loro del tempo, ma spero sempre che così come hanno voluto dare un’occasione a me lo facciano anche con An Megastore e tutti i suoi prodotti.

Qual è il traguardo più importante raggiunto finora?

Non posso negare che essere ospite in RAI o a Radio Deejay per raccontare la mia esperienza sia stato molto appagante, ma dal punto di vista social ogni persona che passa a salutarmi o mi invia una lettera per ringraziarmi di farli sorridere è un traguardo di cui vado fiera.

Il negozio vive un periodo altrettanto fortunato con un incremento dell’interesse da parte della gente nei confronti della nostra attività. Sono però una persona ambiziosa e preferisco pensare che il traguardo più importante sia sempre il prossimo!

Quali progetti ci sono per il futuro di An Megastore?

Dal punto di vista del negozio, sicuramente ci piacerebbe allestire meglio la nostra piattaforma di e-commerce, che abbiamo aperto da poco. Una sfida certamente difficile, ma che al giorno d’oggi è essenziale per molte attività come la nostra e che ci permetterebbe di accontentare tutti coloro che negli ultimi tempi hanno espresso curiosità per la nostra attività ma che non abitano a Roma.

Sul web, invece, vogliamo continuare su questa strada, portando divertimento e spensieratezza ma anche cercando di far avvicinare il pubblico italiano a piccoli dettagli della cultura cinese
Proprio per questo, mi piacerebbe introdurre più contenuti simpatici divulgativi, cercando così di far conoscere i valori e le curiosità della mia terra a un pubblico che cresce ogni giorno di più.

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