WeMadeInItaly: Pasticceria Mourad

Unire diverse culture culinarie come punto di partenza e di forza

Nel bel mezzo della pandemia un ragazzo, o meglio, un imprenditore coraggioso ha deciso di cercare una location per creare un nuovo business e dare un nuovo slancio all’attività di famiglia. La sua è una pasticceria come poche, se non unica, perché offre o forse è il caso di dire unisce dolci da diverse culture.

“Mi chiamo Mohamed Mourad ho trent’anni, sono nato in Egitto, ma ho sempre vissuto in Italia e sono il proprietario della Pasticceria Mourad, in corso Buenos Aires a Milano.”

Sei tu il pasticcere?

MM: “No, è mia madre che si occupa della realizzazione dei prodotti della pasticceria nel nostro laboratorio a Rozzano, infatti è stata proprio sua l’idea di iniziare l’attività più o meno 20 anni fa. Allora era quasi impossibile trovare dolci arabi e c’era grandissima richiesta, così i miei hanno pensato di provare a farli a casa e che dire… Hanno avuto così tanto successo che da lì a poco hanno aperto un laboratorio in zona San Siro, poi neanche quello è bastato più e ci siamo dovuti allargare e trasferire a Rozzano.”

Come è nata l’idea dietro a Pasticceria Mourad?

MM: “Aprire un negozio in Corso Buenos Aires dove vendere i nostri prodotti è sempre stato il mio sogno. In Italia mancava un posto dove ritrovare l’ospitalità e l’accoglienza tipica dei paesi arabi, sia per le nuove generazioni che spesso hanno nostalgia del arabo/marocchino, sia per i viaggiatori che vogliono riprovare certi sapori.”

Quando hai capito che era il momento giusto per iniziare?

MM: “L’ho capito durante la pandemia. Prima di allora era molto difficile trovare un locale libero da adibire a negozio in una zona così centrale. L’intuito mi ha dato ragione. Ci ho messo davvero poco a trovarlo e da lì ho voluto iniziare a portare qualcosa di nuovo ed etnico in una società annoiata dalla sedentarietà culinaria del momento. Nessuno si aspettava che la pandemia sarebbe durata ancora per un paio di anni ma grazie a Dio abbiamo avuto un supporto positivo dai clienti.”

Secondo te non lo aveva ancora fatto nessun*? O esistono già pasticcerie “etniche”?

MM: “Credo di essere stato il primo in Italia ad aprire una pasticceria mediorientale. Ci sono state pasticcerie in precedenza, ma avevano puntato a quartieri popolari, non che abbia niente di contrario anzi, ma io ho preferito una zona più turistica e con forte passaggio pedonale. Quindi credo che la mia sia la prima pasticceria ad aprire in centro a Milano e ciò che la rende davvero unica è che offriamo dolci dalle varie culture mediorientali come quella turca, siriana, libanese, egiziana e anche marocchina e li adattiamo leggermente anche per venire incontro alle esigenze della clientela italiana, solitamente riducendo la quantità di zuccheri.

Quale dolce va sempre a ruba?

MM: Il nostro best seller è il baklava roll al pistacchio che è un dolce tipico turco, preparato con una sfoglia sottile e avvolta nel pistacchio in granella, che lo rende completamente verde. A seguirlo a ruota c’è la basbousa che è il dolce più famoso in Egitto composto da semola, cocco e mandorle. Ovviamente io propongo ai nostri clienti di assaggiarli tutti almeno una volta per sviluppare le proprie preferenze personali e inoltre perché sono tutti buonissimi!”

Quando si parla di imprenditoria in Italia, si sentono più aspetti negativi che positivi, perché hai deciso di crederci lo stesso?

MM: “Effettivamente l’Italia non è uno dei primi paesi al mondo per il tasso di imprenditorialità, ma durante un periodo così difficile ho potuto usufruire di diverse agevolazioni offerte dallo Stato che mi hanno sicuramente aiutato.”

Traguardo più importante raggiunto?

MM: “Il primo anno di attività è stato davvero un traguardo. Aprendo in un periodo così critico ho corso davvero un bel rischio ma sono rimasto veramente contento del risultato. Abbiamo festeggiato il primo anniversario insieme ai nostri amatissimi clienti.”

Come reagiscono le persone quando scoprono che sei un imprenditore?

MM: “Ovviamente si stupiscono e allo stesso tempo si complimentano per la mia giovane età, ma nessuno mi ha mai sminuito per questo.”

Prima cosa facevi?

MM: “Ho iniziato facendo le consegne per il laboratorio di famiglia, rifornendo ristoranti etnici e macellerie Islamiche, ma anche cercando di trovare sempre nuovi clienti, non solo a Milano ma in tutta Italia, infatti ci siamo allargati in tutto il nord Italia poi nel centro e per finire al sud Italia fornendo i grandi magazzini etnici, espandendo l’attività in tutto il paese .”

A proposito di clienti, i tuoi sono soprattutto GEN 2 come te oppure no?

MM: “Anche, ma non necessariamente. Come ho detto prima la maggior parte delle persone della nuova generazione cerca un luogo che li faccia sentire nel paese d’origine della famiglia attraverso il profumo e il sapore delle nostre specialità.”

Come vedi Pasticceria Mourad tra 5 anni?

MM: “Mi piacerebbe molto poter aprire più punti vendita in Italia, perché inizio a ricevere richieste da clienti online o di passaggio a Milano di aprire in altre città e poi chissà, magari anche all’estero.”

Che consiglio daresti a giovani imprenditori?

MM: “Consiglio ai giovani imprenditori di prefissarsi un obiettivo, credere nelle proprie idee di lavorare molto e di non arrendersi davanti ai tanti no che bloccano la strada.”

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