WeMadeInItaly: Curious Grid

Il brand made in Italy e in India nel rispetto dell’ambiente

Upcycling, recycling e downcycling sono tre termini che nell’ultimo periodo non solo si sentono sempre di più, ma stanno anche entrando nel linguaggio comune e nel cuore delle richieste che vengono fatte all’industria della moda, che per quanto possa essere considerata frivola o di nicchia, in realtà riguarda tutt* perché non c’è persona che non si vesta prima di uscire di casa. Per capire meglio come e cosa richiede un marchio d’abbigliamento che rispetti l’ambiente, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Sheetal Shah nonché founder di Curious Grid.

“Ciao mi chiamo Sheetal Shah, sono originaria dell’India e sono la proprietaria e designer di Curious Grid, un brand di abbigliamento di Milano.”

Come è nato Curious Grid?

SS:“Curious Grid è nato durante il periodo più duro della pandemia. Volevo prendermi un anno sabbatico dal lavoro, così ho deciso di andare in India e dedicare del tempo a creare e realizzare dei vestiti. Non avevo nessun business plan, volevo solo creare e vedere dove poteva arrivare.”

Che cosa facevi prima di dedicarti al tuo business Sheetal?

SS:“Prima collaboravo con delle sartorie a Napoli e insegnavo in una scuola di moda.”

Quando hai capito che era il momento giusto per iniziare?

SS: “Non c’è mai stato un momento giusto, all’inizio non avevo neanche un business plan. L’unica cosa che sapevo per certo che volevo creare vestiti e poi da lì vedere come sarebbero andate le cose.”

Cosa rende Curious Grid unico?

SS:“Curious Grid è un marchio realizzato con consapevolezza nei confronti dell’ambiente, così da avere minimo impatto, e che coinvolge il lavoro di veri artigiani e la loro vita. Crea inoltre storie di collaborazione artigianale tra Italia e India e portando il meglio di due culture e identità attraverso abiti che parlano una lingua propria.”

Secondo te il mercato per la moda sostenibile sta diventando saturo o questo non è che l’inizio?

SS:“No, non penso che non sia saturo, anzi non credo sia proprio avviato. Secondo me la sostenibilità è uno dei fattori che si aggiunge a un marchio, ma più in generale credo che oggi come oggi dietro a ogni brand dovrebbe esserci un’idea per creare moda in modo sostenibile. Per come vedo l’industria, il concetto è in crescita, ma non si è ancora del tutto concretizzato.”

Ti piacerebbe aprire negozi fisici oppure no?

SS:“Sì, mi piacerebbe tanto avere un negozio tutto mio in futuro. Sarebbe bello vedere uno spazio che ami e in cui puoi crescere.”

Quando si parla di imprenditoria in Italia, si sentono più aspetti negativi che positivi, perché hai deciso di crederci lo stesso?

SS:“Credo che l’imprenditorialità sia di per sé una parola per persone coraggiose. Il business ovunque è difficile, vivo in Italia quasi quattro anni, Milano mi ha fatto davvero bene e mi ha dato possibilità e opportunità di rischiare e credere in me stessa, ecco perché ho scelto di iniziare la mia attività qui.”

Traguardo più importante raggiunto?

SS: “Sarò sincera, non ho ancora raggiunto quelli che posso ritenere traguardi importanti, ma ci sto lavorando.”

Credi che Curious Grid  possa insegnare ai brand mainstream l’importanza di offrire più opzioni di capi sostenibili nelle collezioni che vengono presentate?

SS: “Curious Grid ha lavorato attraverso il processo di sperimentazione con l’artigianato ed è davvero un mezzo che valorizza l’importanza dei tessuti nel marchio. Creiamo tessuti da zero, li tingiamo con vari processi sostenibili e ci ispiriamo alla storia dei tessuti includendo varie tecniche artigianali. Creiamo pezzi limitati ma lavoriamo davvero sodo per ottenere il meglio dalle storie attraverso i nostri capi.”

Come reagiscono le persone quando scoprono che sei un’imprenditrice ?

SS:“Finora non ho avuto reazioni strane, dato che sono ancora all’inizio della mia carriera. Poi a Milano la maggior parte dei creativi a un certo punto ha bisogno di partita IVA per poter lavorare ai propri progetti, quindi è vista più come una cosa essenziale e naturale che un’avventura imprenditoriale.”

Come vedi Curious Grid tra 5 anni?

SS:“Mi piacerebbe crescere e creare un valore per il mio marchio che mi colleghi alla giusta comunità di persone che possano aiutarmi a avere la mia presenza sul mercato.”

Che consiglio daresti a giovani imprenditori?

SS:“Sii coraggios*, credi in te stess* e soprattutto non fermarti.”

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