Quello che a lezione di storia non ci hanno insegnato: la Pasqua nelle diverse religioni e in giro per il mondo

Dal cattolicesimo al protestantesimo e fino all’estremo oriente abbiamo ci siamo fatte raccontare come e si festeggia questo periodo dell’anno.

Quante festività crediamo celebrino proprio tutti e allo stesso modo in giro per il mondo, ma poi scopriamo che non è così? Che la tua risposta a questa domanda sia tutte o molte o nessuna, stai comunque leggendo il pezzo giusto perché in occasione della Pasqua ci siamo fatte raccontare come e se la si festeggia in diverse religioni e regioni del pianeta.

“Quando ero piccola e vivevo ancora in Angola mi ricordo che la Domenica delle Palme era il mio momento preferito, noi bambini  del quartiere andavamo insieme al coro della chiesa il sabato pomeriggio a raccogliere i rami di palme che avremmo poi usato il giorno dopo. La musica, le sfilate con i doni e la gioia che si respirava per la resurrezione di Gesù era un momento magico che mi lasciava in estasi ogni anno.”

Jovana, Serbia

“Le festività nei Balcani festeggiate dai serbi ortodossi sono varie e certamente tra esse la Pasqua è una delle più sentite. A differenza dei cristiani cattolici, i serbi ortodossi osservano le festività seguendo il calendario Giuliano. La pasqua quest’anno verrà festeggiata il 24 aprile. Inoltre come si festeggia la Pasqua può cambiare in base alla località, le tradizioni regionali e familiari. Nei quaranta giorni precedenti di Quaresima, le famiglie che decidono di osservare le regole più ferree: cucinano e mangiano piatti senza derivati animali e condimenti. Il mercoledì santo vengono preparate le famosissime uova colorate che vengono bollite con delle cipolle rosse per ottenerne il colore. Il giorno di Pasqua è il momento della condivisione. Le tavole vengono imbandite di cibi gustosi come insalata russa, formaggi, salumi, pite e agnello cotto con cottura lenta.”

Do UI Park, Italia-Corea del Sud

“Può suonare strano, ma in Corea ci sono usanze completamente diverse dall’Italia, dalle cose più semplici a quelle complesse. Molti in Corea sono atei, buddisti e cristiani, infatti Pasqua viene celebrata solo dalle persone che vanno in chiesa.”

Deepika Salhan, Italia-India

“Fino a qualche anno fa ero abbastanza indifferente rispetto a Pasqua, perché per questioni religiose e culturali questa festività non è mai rientrata nel mio ambito familiare, se non semplicemente come un giorno di pausa dal lavoro per mio padre e di vacanza per me e i miei fratelli. Ha tutto a che fare con le nostre origini, i miei genitori infatti vengono dall’India e lì la maggior parte della popolazione è induista, buddista, sikh o musulmana e nonostante ci sia una minoranza cristiana, comunque la Pasqua non è neanche molto conosciuta come festività.”

[photo credit: @michaelyohanes87]

Sara – Italia (ebrea)

“Noi ebrei non festeggiamo la Pasqua, ma quest’anno Pesach (פםח ) inizia proprio il cosiddetto Venerdì Santo. Questa festività ricorda la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. La parola Pesach significa letteralmente “passare oltre” il suo significato racchiude e ricorda quando l’Angelo della morte passò oltre le case degli ebrei che avevano dipinto di rosso gli stipiti delle loro porte, colpendo i figli primogeniti maschi delle famiglie che non lo avevano fatto (X piaga).

Cade il 15 di Nissan e dura 8 giorni in diaspora (15-23 aprile 2022) e 7 giorni in Israele.

I primi due e gli ultimi due giorni di Pesach sono di festa solenne “Moed” (מועד) mentre i giorni in mezzo sono di mezza festa “Chol ha-Moèd” (חול המעד).

Ci sono diversi precetti da osservare prima e durante la festa. Alla vigilia della festa tutti i primogeniti maschi devono osservare un giorno di digiuno. È vietato mangiare ogni sorta di cibo lievitato “Hamez” ( חמץ). Le prime due sere di Pesach si celebra la festa con il Seder (lett. ordine) in cui si mangiano determinati cibi simbolici e si ripercorre, cantando, la storia della schiavitù in Egitto e le dieci piaghe. Durante il Seder si legge l’Haggadah (הגדה) libro in cui si narra della liberazione. Il piatto del Seder: durante le prime due sere di pesach, durante il Seder, viene messo al centro della tavola un piatto con diversi cibi che simboleggiano la storia della liberazione.”

Sofia, Italia (cristiana cattolica)

“Sono cresciuta in una famiglia cristiana cattolica praticante e fin da piccola ho partecipato  attivamente nella vita di parrocchia. Per la mia famiglia la Pasqua non è solo la Domenica dove si va a messa prima di fare il pranzo con la  famiglia, ma è tutta la settimana che la precede. La Settimana Santa è dedicata alla preparazione per  la Domenica di Pasqua. I giorni più importanti erano il Giovedì Santo dove oltre alla messa della  Lavanda dei Piedi si proseguiva poi con il giro delle varie chiese della città per partecipare alla veglia.  Il Venerdì Santo c’era la messa al pomeriggio e poi il sabato. . Da quando però non vivo più in Italia e  con la mia famiglia e ho un lavoro dove mi ritrovo molto spesso a lavorare durante le feste ho  smesso di partecipare attivamente alla celebrazione della Pasqua.”

Aya Mohamed, Italia (musulmana)

“Io non festeggio la Pasqua perché sono musulmana. Nell’Islam crediamo in Gesù come profeta, ma non nella resurrezione perciò per noi non è un giorno di festa. Quest’anno però per tutto il mese di aprile si osserva il Ramadan, quindi in qualche modo il fine settimana della Pasqua cattolica anche noi staremo celebrando qualcosa, soprattutto chi pratica. Le festività musulmane in generale sono due Eid el-Fitr – che si celebra alla fine del mese di Ramadan  – e Eid el-Adha – che ricorda il sacrificio di Abramo.”

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