In Arte: Adriana

Sono Adriana, ma non quella di Rocky. Pessima cuoca, personalità molto creativa. Grandissima passione per la musica.

Parlaci di te!

Vengo da un piccolo paesino veneto di provincia. A diciassette anni, affamata di scoprire il mondo, parto con lo zaino in spalla e mi trasferisco in Canada, dove mi appassiono ancora di più alla musica e inizio a lavorare nel mondo artistico. 

Da allora non ho più smesso né di viaggiare, né di cercare nuovi stimoli – e neanche di lavorare (per ora!).

Quando hai iniziato a fare musica? Come hanno reagito le persone intorno a te?

La musica è sempre stata parte integrante della mia vita, fin da piccola cantavo e ballavo in salotto con le mie sorelle.

Credo che la prima reazione sia stata quella di mia madre, divertita e sorpresa delle mie abilità di bambina rompiscatole che costringeva parenti e chiunque capitasse a tiro a guardare spettacoli montati al volo in tutte le immancabili cene di famiglia, o in qualsiasi altro contesto che me lo permettesse.

Nel tuo background c’è anche la danza. Nel tuo progetto metti insieme le due cose?

La danza è una radice molto forte, sicuramente. Ma quando mi esibisco sono semplicemente Adriana, in tutte le mie sfaccettature. 

Ballo da sempre, quindi è inevitabile che le due cose siano unite: la musica è il motore e il mio corpo diventa un mezzo di espressione. Non è programmato unire danza e canto, succede e basta

Siamo abituati a identificare le persone con un’abilità specifica: “Mario è un idraulico”, “Gianna una cuoca”, “Lino un golfista”. Ma sicuramente le persone sono anche tanto altro! 

Ecco, Adriana è tante cose. Non ho iniziato a fare musica con l’idea di diventare qualcuno, semplicemente mi esprimo.

Hai iniziato a pubblicare i tuoi brani nel 2019 e adesso è uscito il tuo primo EP, “Limbo”. Cosa è cambiato in questi anni? Hai raggiunto dei traguardi che non ti aspettavi?

Nel 2019 ho iniziato un po’ per gioco, un po’ per curiosità, ma anche per sfida. 

Da lì in avanti ho sperimentato, studiato, sono cresciuta. Sicuramente non mi aspettavo una risposta così positiva in questo percorso, e questo mi rende infinitamente felice e grata. 

Ed è solo l’inizio!

So cosa voglio trasmettere in questo momento. Con “Limbo” ho voluto condividere il pacchetto completo che racchiude cosa è Adriana adesso, da dove viene e quella che è la sua visione della vita al momento. E non c’era modo migliore di farlo se non con un EP stilisticamente vario, ma allo stesso tempo strettamente connesso a me stessa.

C’è una tua canzone a cui sei particolarmente affezionata?

Sicuramente Sarah, ci ho lasciato un pezzetto di cuore. Baby Please e Sparami sono stati pezzi molto importanti per me. 

E anche Ora Arriva il Bello non posso non citarlo, è letteralmente il mio mood di vita! Ma la verità è che ogni pezzo fa parte del mio percorso.

Nei tuoi brani a volte hai fatto riferimento anche a razzismo e discriminazioni. Ti è capitato di subirne anche nella tua carriera da artista?

Purtroppo ho vissuto episodi di razzismo nella mia vita in generale, sì. Ne cito un paio al volo.

Dopo una pubblicazione di un pezzo mi è stato scritto che sono la “solita ne*ra che vuole fare la veronese”. Dal vivo, invece, in un locale mi è stato detto che “non servivano da bere ai ne*ri”

Questi sono solo esempi e non intendo dilungarmi, ma è assurdo fingere che il razzismo, e, ancor più in generale, le discriminazioni, non facciano parte della nostra società moderna. Di discriminazioni ne vedo tante e ancor più vedo indifferenza che, sempre più, mi lascia basita.

Cosa pensi della scena musicale dellɜ nuovɜ artistɜ GEN 2? C’è qualcunǝ con cui ti piacerebbe collaborare?

La nuova scena spacca, ci sono artisti molto validi veramente. Per quanto riguarda le collaborazioni non voglio citare nessuno in particolare, amo il pathos, ma non escludo che si creeranno connessioni interessanti in futuro

Sicuramente preferisco conoscere l’artista di persona prima di lavorarci, dato che vivo la musica in maniera così personale.

C’è qualche spoiler che puoi farci sui tuoi progetti futuri?

Come dicevo amo il pathos, se volete spoiler ci vediamo sui palchi durante il Tour! 

Non avete scuse ‘sto giro, bazzicheremo i palchi di tutta Italia e anche d’Europa, partecipando ad alcuni festival come lo Sziget a Budapest e il Colours of Ostrava in Repubblica Ceca. Ci vediamo in giro!

Ultima domanda, ormai di rito a ColorY*: come vedi l’Italia nel 2030?

La verità è che non ne ho idea! Spero per il meglio, ma mi preparo al peggio.

Non perderti nessuna 
StorYa a
ColorY*

ColorY* si impegna a proteggere e rispettare la privacy degli utenti: le informazioni personali raccolte vengono utilizzate solo per amministrare gli account e fornire i prodotti e servizi richiesti.

Gli utenti potrebbero essere contatti con suggerimenti su prodotti, servizi o altri contenuti che a nostro giudizio potrebbero interessare loro. 
Se si desidera essere contattati a questo scopo, selezionare una delle seguenti modalità di contatto:

Puoi annullare l'iscrizione a queste comunicazioni in qualsiasi momento.
Per ulteriori informazioni su come eseguire questa operazione, consultare le nostre normative sulla privacy e altre indicazioni su protezione e rispetto della privacy, leggi la nostra Informativa sulla privacy.

Facendo clic sul pulsante qui sotto, si consente a ColorY* di archiviare e utilizzare le informazioni per fornire il contenuto richiesto.