Come sostenere le tue amiche e i tuoi amici Gen 2

Se ve lo siete sempre chiest*, ma senza troppi risultati, Asta ha le risposte per voi.

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La morte di George Floyd e le conseguenti proteste dell’estate scorsa ci hanno esposto alla consapelovezza  — come società — che il razzismo è un problema anche a casa nostra. Nonostante la presenza di una seconda e anche una terza generazione di italian* esemplare, non è cambiato quasi nulla: le persone vengono discriminate per via del loro nome, del colore della loro pelle e persino per il credo religioso. Il tutto in maniera fin troppo silenziosa. E se da un lato c’è chi queste ingiustizie le subisce, dall’altro c’è chi razzista non lo è mai stato, ma non ha idea di come può aiutare a migliorare le cose. Se vi siete mai chiesti “Che posso fare io che non sono Generation 2?”.  La risposta è: “Puoi fare tanto diventando un alleat*.”.

Cosa vuol dire essere un alleat*?

Un alleat* è una persona che non vive sulla propria pelle il razzismo, il sessismo, l’omofobia e via discorrendo, ma vuole combattere contro le ingiustizie e per i diritti civili di minoranze sia nella vita di tutti i giorni che a livello sistemico.

Partiamo dalle basi.

Ancora prima di combattere contro le ingiustizie, scendendo in piazza e partecipando a manifestazioni, essere un alleat* significa evitare di perpetrare ingiustizie nel tuo piccolo. Un esempio? Di addio per sempre alle barzellette tristissime su persone nere — sono banali e non fanno ridere nessuno — e  ai termini dispregiativi  — solo perché si ha amic* che hanno detto che a loro la cosa non turba, loro non rappresentano tutta la popolazione Gen2 in Italia. Ma andiamo oltre, essere un alleat* significa anche creare e offrire uno spazio sicuro per i tuoi amic* dove possono tranquillamente parlare delle proprie esperienze senza nascondere nulla, per paura di trovarsi davanti ad un muro o di essere additati come persone difficili.

Convint* di voler diventare un buon alleat*? Ecco 4 cose che puoi fare per sostenere i tuoi amici Gen2.

1) Vai oltre a qualche post sui social.

Hai postato uno schermo nero su Instagram durante le proteste per la morte di George Floyd? Fantastico. Ma se non hai fatto altro oltre a questo, hai ancora della strada da fare; non è sempre semplice ricordarsi di fare di più, soprattutto quando la cosa non ti tocca direttamente.  Il primo step, come ho accennato prima, è riflettere su stess* e evitare di comportarsi in maniera offensiva. Se quando interagisci con persone Gen 2, tendi a fare affermazioni del tipo, “tu sei un* di noi!” che fanno dei tuoi amic* un’eccezione alla regola, oppure ogni tanto chiedi insistentemente a qualcuno “ma da dove vieni veramente?” anche se ti hanno detto che vengono da Monza con un accento della Brianza; evita di farlo. Si può cambiare, ma solo olo interrogandosi e riflettendo sul proprio comportamento.

2) Impara di più.

L’ignoranza è una brutta bestia, e finché continuerà ad esserci sarà difficile che la nostra società diventi un posto dove tutti si possono sentire inclusi. Ci sono moltissimi pregiudizi che ci vengono insegnati fin da piccoli (i media sicuramente non aiutano a darci un’ immagine positiva dell’immigrazione e quindi anche dei Gen2) e non è facile disfarsene. Ma un modo c’è: educandosi ed informandosi si può cominciare a capire il razzismo, sfatarne i miti e diventare alleat* miglior*. Google è un ottimo punto di partenza, come lo possono essere i tuoi amic* Gen2, ma non aspettarti che siano loro a fare lo sforzo per te. Imparare di più è una tua responsabilità.

3) Riconosci il tuo privilegio.

A quale privilegio mi riferisco? Ti è mai capitato di sentirti dire “ma come parli bene l’Italiano!” o “tornatene al tuo paese!” anche se è questa casa tua? O di venire fermato dalla polizia che ti chiede che lavoro fai, perchè hai una macchina che non cade a pezzi o il permesso di soggiorno,anche se la tua carta d’identità dice cittadinanza Italiana? Se non hai mai avuto delle esperienze del genere, vuol dire che hai il privilegio di essere bianc*.

Avere del privilegio non significa che la tua vita sia rose e fiori. Vuol dire semplicemente che non ti trovi a dover affrontare certe ingiustizie, perché la gente ti considera stranier* a casa tua. Accettare di avere dei privilegi significa non dare per scontato che la propria realtà sia quella di tutt*, non porsi immediatamente sulla difensiva quando persone Gen2 raccontano la loro storia, così da essere alleat* migliori.

4) Impara ad ascoltare, senza pregiudizi.

Tutto quello che è stato elencato fino a qui non si può realizzare, se non si è disposti ad ascoltare. Il modo migliore per supportare i tuoi amic* Gen2 è ascoltandol* senza pensare di sapere quali sono le loro esperienze. Questo significa anche smetterla di fare “gaslighting”: dire frasi come ‘ma io no sono così’, ‘stai facendo dell’erba in fascio’, ‘non c’è bisogno di prendersela’, ‘quanto siamo permalos*’, ‘guarda che non è andata davvero così’, che minimizzano e negano le esperienze di discriminazioni che le persone Gen 2 ti raccontano e mettendole nella condizione di dubitare di se stesse, della propria memoria e percezione.

Ascoltando, e solo facendolo veramente, ti si aprirà un mondo e solo così potrai davvero supportare i tuoi amic* e reputarti un alleat*.

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