Come si festeggia il Ramadan in giro per il mondo

Dall’Europa orientale al Sud Est Asiatico abbiamo trovato qualcuno per ogni continente (o quasi)

Il Ramadan – sì, con la n non con la m – di sicuro è un nome che non ti suona nuovo, perché di sicuro almeno un* collega al lavoro o un* compagn* di classe musulman* lo avrai avut*, ti sarà anche capitato di sentire che digiunava. Ramadan, infatti, è il nome del nono mese del calendario islamico, che a differenza di quello gregoriano – quello adottato in occidente – è lunare e perciò ha anni che durano 12 giorni in meno rispetto a quello solare; perciò tutti gli anni periodi come questo cadono in anticipo di circa 12 giorni rispetto a quello precedente. Lo scorso anno vi abbiamo raccontato nei dettagli cosa significasse questo mese per la comunità musulmana e le sue peculiarità principali in questo video, che è piaciuto a molt* di voi. Quest’anno invece abbiamo scelto di concentrarci sulle tradizioni locali che ruotano attorno a questo periodo, perché a differenza di quello che può sembrare l’Islam non è praticato solo nei paesi arabi e le testimonianze che abbiamo raccolto ne sono la prova.

Muhamet Spahiu – Albania

“La mia famiglia ha origini Albanesi e l’ultima volta che mi è capitato di essere in Albania durante il Ramadan risale al 2013 poiché coincideva con le vacanze estive. Come si festeggia Iì cambia molto a seconda che si viva in città oppure in campagna. Per chi vive in città, durante quel mese, è molto probabile che l’agenda sia piena per l’intero mese tra iftar organizzati da famigliari, amici oppure dalle organizzazioni locali. All’epoca ricordo di aver partecipato ad un iftar organizzato dalla città di Tirana in cui l’intero vialone principale della città venne allestito per l’occasione, come un ristorante a cielo aperto. Per il resto le giornate trascorrono in maniera simile a tutti gli altri mesi dell’anno.In campagna invece l’atmosfera è molto diversa. Il mese è vissuto in modo più semplice. Ciò che mi ha sorpreso la prima volta che mi è capitato di essere lì durante il mese del Ramadan è il segnale per rompere il digiuno: un signore del paesino va in giro suonando il Tupan (che è simile alla gran cassa di una batteria). Sicuramente più bello che guardare l’ora sullo smartphone!”

Silvia Ullah – Bangladesh

“La mia famiglia è originaria del Bangladesh. Sono stata lì una volta durante Ramadan, ma ero piccola, avevo 9 o 10 anni. Lì si festeggia riunendo tutti i parenti per la rottura del digiuno e regalandosi nuovi vestiti. L’atmosfera generale è molto bella perché sai che è una cosa condivisa ovunque anche al di fuori della propria casa. Si respira l’aria del Ramadan ovunque, soprattutto quando si avvicina l’ora di rompere il digiuno. Le strade diventano euforiche e poi tutt’a un tratto ritorna di nuovo il silenzio. È tradizione rompere il digiuno con dei datteri e subito dopo si mangiano cose abbastanza pesanti come i samosa, verdure in pastella, riso soffiato con ceci al curry o lenticchie nere, polpette di patate ecc… Che vengono accompagnati da qualche dolce (per esempio il jalebi.) Ovviamente le tradizioni possono variare di zona in zona, ma in tutte le case dei bengalesi in cui ho rotto il digiuno ho sempre visto questi piatti, sia in Bangladesh che in Italia.”

Octavia – Indonesia

“La mia famiglia è dall’Indonesia, di West Java, più precisamente Bandung. Ho trascorso la maggior parte dei Ramadan della mia vita in Indonesia, che è uno dei più grandi paesi musulmani del mondo e lì celebriamo con grande clamore il Ramadan. È un mese con l’agenda pienissima di iftar con gli amici o la famiglia, si fa la preghiera di Tarawih (preghiera straordinaria del mese di Ramadan) nella moschea e si va a caccia di dolci che esistono solo in questo periodo. Tempo fa c’era anche l’usanza di seguire delle lezioni in moschea per chi era in età scolare in orario post preghiera del Tarawih quindi a notte inoltrata, quando toccò a me lo odiavo, ma ora un po’ mi manca.”

“Io e la mia famiglia siamo originari dell’Iran. Vivendo in Italia e lontana dalle mie radici, fin da piccola ho percepito il mese di Ramadan come un’esclusiva: i miei genitori hanno sempre cresciuto me ed i miei fratelli dicendoci di essere speciali e che il nostro essere diversi dagli altri è una ricchezza di cui andare sempre fieri. Di solito gli iraniani rompono il digiuno con un dattero, in alternativa con del sale. Si tende a mangiare qualcosa di leggero come fosse una colazione e di solito consiste in the caldo, pane, marmellate, formaggi e frutta secca. La magia del Ramadan porta ad essere sazi già con questo primo giro di semplici e nutrienti pietanze, ma c’è chi ha ancora posto per la cena e per una ragazza nata e cresciuta in Italia la varietà delle pietanze parte da una spaghettata al sugo fino ad una zuppa tradizionale persiana a base di spinaci e legumi conosciuta come “Āsh Reshte” (آش‌رشته). Quando poi ci si sveglia per mangiare prima del Athan del Fajr (chiamata alla preghiera dell’alba), la scelta ricade sempre su tutto ciò che è a lenta digestione. Le pietanze che possono essere considerate peculiari della tradizione persiana sono (حلیم)Halim: una zuppa dolce a base di grano, burro fuso e cannella; le frittelle imbevute di sciroppo a base di zafferano e acqua di rose note come “Zulbyā e Bāmye” (زولبیا‌ و بامیه) ed infine una zuppa a base di orzo, carne, carote e altre verdure di nome “Soup-e-Jou” (سوپ جو).”

Abdullah Badinjki  – Siria

“Entrambi i miei genitori sono siriani, precisamente di Aleppo. Ci sono stato diverse volte da piccolo, durante le varie vacanze italiane. Il mese di Ramadan in Siria riesce a cambiare il ritmo di vita di tutti i cittadini e le cittadine, anche delle minoranze cristiane. In questo mese la vita delle città si sposta verso la notte, adattandosi agli orari del siam (digiuno) e dell’iftar (rottura del digiuno), tutto prende inevitabilmente vita dopo il tramonto. Dai ristoranti, ai mercati, ai caffè, ai semplici incontri tra amici e parenti, le persone spostano i propri impegni ed attività a dopo le preghiere del maghrib (tramonto) e del tarawih (preghiera straordinaria del mese di Ramadan).In effetti il mese di Ramadan è un mese straordinario, inteso sia come eccezionalità rispetto alla prassi e alla vita normale durante il resto dell’anno, ma anche nel senso di grande rilevanza qualitativa, sia dal punto di vista religioso, sia da quello sociale. Oltre al digiuno fisico e alla ricerca di un accrescimento spirituale, il Ramadan è anche il mese dell’amicizia, degli incontri e della condivisione.Tutte le persone invitano amici e parenti a condividere l’iftar, il momento più importante nella giornata del digiunante, e per me questo è il vero senso della festa, un rituale che si ripete ogni giorno del mese.”

“Prima di ricongiungermi ai miei genitori in Italia, all’età di 11 anni, ho celebrato il Ramadan nel mio paese. Da quando sono in Italia non sono mai tornato giù per questa ricorrenza. Un po’ per lavoro, difficile prendere un mese di ferie, un po’ per un intreccio di situazioni.

Durante il Ramadan, da noi, c’è una specie di percorso culinario dopo la rottura del digiuno a fine giornata. Si inizia, come consiglia la religione, con il mangiare 3 datteri. A seguire si beve del the caldo per aprire la pancia dopo una lunga giornata di dieta. Poi delle bevande più consistenti come “zogban” oppure “koko”, che sono gli equivalenti di bevande come il porridge oppure oatmeal. Successivamente si prega il maghrib. Dopo quello  si cena. Solitamente mangiamo piatti tipici della nostra tradizione culinaria. A questo punto si procede con l’ultima preghiera. La mattina prima del digiuno, si mangiano gli avanzi. Io in base a come mi sento, decido se mangiare o semplicemente bere una bevanda più pesante.

Alla rottura invece, solitamente preferisco mangiare dopo l’ultima preghiera, isha’a, proprio per evitare di sentirmi troppo pieno. È un bel periodo, che aiuta anche a regolarizzare gli orari in cui si cena, rispetto alla routine quotidiana, dove capita spesso di cenare a qualsiasi orario.”

Mohammed Wasifi – Tunisia

“Sono di origini tunisine e lì aspettano diversi giorni prima l’arrivo di Ramadan. Questo mese ha un sapore speciale, c’è un’atmosfera spirituale unica e usanze particolari. Durante la giornata, c’è movimento e vita, accompagnate nell’atmosfera da riti religiosi e da celebrazioni speciali per questo mese santo. I tunisini puliscono le case dipingendo le pareti esterne con le forniture per il Ramadan. I mercati e i negozi sono attivi e le facciate dei caffè e delle sale da tè sono adornate con luci abbaglianti e lanterne di Ramadan. Le moschee sono decorate con lampade luminose piene di fedeli.”

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