Scritto da Mirianna Chavez
Negli ultimi anni, l’immaginario europeo ha abbracciato con entusiasmo il lato “instagrammabile” del Perù: poncho colorati, foto con i lama, tour di ayahuasca e viaggi all’insegna dell’avventura e della spiritualità. Queste caratteristiche attraggono molto i giovani in cerca di divertimento e di adrenalina. Tuttavia, dietro questa fascinazione per un Perù da cartolina, si cela una realtà ben più profonda: quella di uomini e di donne costretti a lasciare il proprio Paese non per vacanza, ma per necessità.

Credits: Peru Travel
Questo articolo vuole raccontare il lato meno visibile di quel mito ‘esotico’, ripercorrendo le ragioni – economiche, sociali e politiche – che hanno spinto migliaia di peruviani a cercare in Italia e in altri Paesi una nuova casa.
Gli anni ’80-’90: l’inizio di un esodo silenzioso
Per comprendere la presenza della comunità peruviana in Italia bisogna risalire alla fine degli anni ’80, quando il Perù attraversò una crisi senza precedenti. Una gestione fiscale inefficiente generò un debito pubblico insostenibile e un’inflazione galoppante.
In risposta alla crisi si svilupparono due formazioni di guerriglia: il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru e Sendero Luminoso, quest’ultimo ispirato alle tesi maoiste di Mao Zedong, rivoluzionario e politico del partito comunista cinese. In particolare Sendero Luminoso, avviò una campagna di uccisioni, sabotaggi e attentati, seminando il terrore in gran parte del Paese.
Per contrastare gli attacchi terroristici, durante la presidenza di Belaúnde Terry (1980-1985) e Alan García Pérez (1985-1990), le forze armate organizzarono vaste incursioni nelle zone occupate dalla guerriglia distruggendo però intere comunità rurali, coinvolgendo i contadini in una serie di massacri sistematici e indiscriminati.
In particolare sotto il governo di Alan García Pérez, l’inflazione raggiunse il 7.600%, rendendo la vita quotidiana insostenibile. La valuta nazionale, l’Inti, perse ogni valore e fu sostituita in fretta con il Nuevo Sol, senza però alleviare la povertà. E quando il gruppo armato Sendero Luminoso si spostò anche nelle città – portando la guerriglia interna in tutto il Paese – la violenza raggiunse livelli tali che i civili furono bersagli diretti da ambe parti. In questo contesto di crisi economica, sociale e politica, l’emigrazione non fu più una scelta ma una necessità.

Sendero Luminoso
Le destinazioni principali della migrazione peruviana: Stati Uniti, Spagna e infine Italia
Inizialmente i peruviani, come molti altri Paesi del Sud America, pensarono agli Stati Uniti come prima destinazione perché attratti dal “sogno americano”, dalla vicinanza geografica e dalla presenza di una forte comunità latinoamericana. Tuttavia, le restrizioni sui visti e la barriera linguistica resero l’accesso al territorio statunitense molto difficoltoso.
La seconda opzione per i peruviani fu la Spagna. Sulla carta era una scelta sicura: lingua e fede cattolica comune. Il processo di “integrazione” e di ottenimento dei documenti era più semplice che negli USA, ma il passato coloniale spagnolo e l’elevata concorrenza nel mercato del lavoro ispanofono scoraggiarono molti migranti.
E come sono arrivati i peruviani a scegliere l’Italia?
L’Italia, seppur altrettanto lontana, risultava meno competitiva e in qualche modo più accessibile. Le affinità culturali e linguistiche (entrambe lingue romanze) e la religione cattolica condivisa facilitarono l’adattamento al contesto e alla cultura italiana.
I primi flussi migratori: dal ceto medio-alto alla classe media peruviana
I flussi migratori in Italia iniziarono già negli anni ‘60, quando studenti peruviani di ceto medio-alto si trasferivano in Italia per motivi di studio. Negli anni ‘80 l’emigrazione si estese anche alla classe media alla ricerca di lavoro, inizialmente uomini per via delle opportunità lavorative legate alla manodopera. Dalla metà degli anni ‘80, però, furono prevalentemente le donne a emigrare, venendo spesso impiegate nei servizi domestici.
Dagli anni ’90 fino ai primi decenni del 2000 il flusso si intensificò; dal 2011, con il miglioramento delle condizioni economiche del Perù, si è registrato un rallentamento generale dell’emigrazione.

Caratteristiche socio demografiche e indicatori stabilizzazione della comunità peruviana in Italia.
Credits: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, La comunità peruviana in Italia – Rapporto annuale sulla presenza dei migranti 2021
Peruviani in Italia: difficoltà d’integrazione, stereotipi, razzismo e burocrazia
Nonostante le somiglianze culturali, l’Italia non era pronta ad accogliere la diversità. Razzismo e stereotipi complicarono l’inserimento e l’esperienza delle persone peruviane: le donne venivano feticizzate, gli uomini associati alla micro criminalità e ai lavori manuali a basso costo.
Anche il sistema scolastico faticò: la presenza di studenti stranieri era rara nelle classi, il supporto linguistico era inesistente e con episodi di bullismo non sempre contrastati. Invece sul fronte amministrativo e burocratico, molti peruviani arrivavano con visti turistici e, una volta scaduti, si ritrovavano senza un permesso di soggiorno valido. Ottenere la regolarizzazione era un percorso complicato: servivano molti documenti e un datore di lavoro disposto a regolarizzare il lavoro, gli appuntamenti disponibili erano pochi rispetto alla richiesta, mancavano mediatori culturali e i tempi di risposta dell’amministrazione erano spesso lunghissimi. Questa situazione di precarietà portava molte persone a vivere e a lavorare in condizioni di irregolarità e senza tutele. Successivamente, vennero istituite alcune sanatorie, come quella sulla carta di soggiorno per ridimensionare questo problema, che permetteva di rimanere un periodo più prolungato del permesso di soggiorno, ma richiedeva e richiede requisiti difficili da ottenere, ad esempio contratti di lavoro, certificato di residenza, reddito minimo e altro.
Fare richiesta della cittadinanza era (ed è) un processo rigido: per chi non nasce in Italia o nei Stati appartenenti all’Unione Europea, servono almeno dieci anni di residenza legale continuativa, oltre la documentazione che attesti reddito, conoscenza della lingua italiana e assenza di precedenti penali. Tutte condizioni che hanno reso il percorso verso la stabilità lungo e complicato. Grazie però alle reti comunitarie e al senso di comunità peruviana molte persone sono riuscite a stabilirsi in modo regolare in Italia.
In che città italiane vive la comunità peruviana?
Nonostante le difficoltà, negli anni la comunità peruviana ha trovato spazi di inserimento nel tessuto sociale italiano. Oggi i peruviani si concentrano soprattutto a:
● Roma: servizi domestici, pulizie e attività parrocchiali.
● Milano: assistenza familiare, baby‑sitting e commercio etnico.
● Torino, Firenze, Genova, Bologna: edilizia, cura anziani, ristorazione e artigianato.
Molti si sono inseriti nel turismo, moda, musica e intrattenimento. Esistono diversi ristoranti di cucina peruviana, negozi di prodotti tipici e associazioni culturali che organizzano feste peruviane come il Señor de los Milagros, una festa cattolica celebrata ogni anno nel mese di ottobre. Questa ricorrenza ha origini nel XVII secolo e commemora un miracolo avvenuto durante un terremoto. Tutte queste iniziative hanno trasformato la diaspora peruviana in una risorsa culturale per l’Italia, superando l’immagine superficiale del folklore promosso spesso dai social media.

Evoluzione demografica e peruviani seconda generazione
Al 1° gennaio 2024, secondo i dati ISTAT elaborati da tuttiitalia.it, i peruviani regolarmente residenti in Italia sono circa 105.265 senza contare i ragazzi di seconda generazione italo-peruviani. I giovani italo‑peruviani, molti sono bilingue e attivi in ambito educativo, lavorativo e associativo. Un esempio è la community digitale 2G3 Perù, che riunisce giovani di seconda e terza generazione promuovendo dialogo interculturale e progetti in Italia e in Perù.
2G3 Perù è un esempio positivo di apertura e coinvolgimento in temi che toccano non solo i peruviani, ma tutte le nuove generazioni di origine migrante. La comunità nel suo complesso è piuttosto coesa, si sostiene e si rende visibile attraverso eventi culturali e religiosi, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva.

Foto di gruppo 2G3 Perù Community
Differenze tra peruviani di prima generazione e di nuova generazione
Tra le generazioni si manifestano rapporti diversi con il Paese d’origine. La prima generazione mantiene un forte legame con il Perù, tornando periodicamente nella propria patria di origine e mantenendo i legami familiari. Mentre i giovani italo-peruviani vivono identità più complesse: alcuni si sentono fieri delle proprie radici e vogliono conoscerle meglio; altri, spesso a causa di esperienze di razzismo o esclusione, tendono a distanziarsene e preferiscono identificarsi come italiani tout court.
Nonostante la quasi piena “integrazione” della prima generazione, restano e continuano le disparità salariali e le discriminazioni. Ma le nuove generazioni lavorano per una nuova narrazione: festival, progetti educativi, cittadinanza attiva, arte e cultura sono strumenti per raccontare storie di migrazione in modo diverso.
Come sta oggi il Perù?
Nel 1991 il Perù contava circa 22 milioni di abitanti, di cui quasi 6,5 milioni nella capitale, Lima. La popolazione è eterogenea: 47% amerindi andini, 32% meticci, 12% creoli, e una piccola percentuale afro discendente o amazzonica. Nel 2024, invece, il Perù è arrivato a 34,2 milioni di abitanti di cui 11.362.000 nell’area metropolitana di Lima. La popolazione rimane eterogenea come negli anni ‘90: 45% amerindi andini, 37% meticci, 15% creoli, 2% afrodiscendenti, 1% asiatici.
Negli ultimi dieci anni il Perù ha mostrato una crescita economica sostenuta, con un tasso medio annuo del PIL intorno al 5% tra il 1999 e il 2018. Nel 2015 ha subito un’ulteriore crescita grazie all’industria mineraria e al settore agroindustriale. Nel 2020 come molti Paesi, il Perù ha subito una recessione che negli ultimi anni è in totale ripresa con prospettive positive. La crescita generale del Paese è dovuta principalmente all’export di materie prime come rame, oro, zinco e argento.
Ritornare in Perù è possibile?
È evidente che per chi decide di ritornare in Perù, si ritrova in un Paese completamente differente da quello lasciato soprattutto a livello socio-economico se l’emigrazione è avvenuta negli anni della crisi. Per questo molti peruviani di prima generazione, hanno desiderio di rientrare a casa però non tutti purtroppo riescono.
Spesso, infatti, si scopre con amarezza di non poter accedere in Perù ai contributi pensionistici accumulati in Italia, a causa dell’assenza di un accordo bilaterale tra i due Paesi. Attualmente, non esistono accordi che tutelino i lavoratori peruviani in questo senso, poiché il Perù non figura nel portale INPS. Tuttavia, attraverso il supporto dei patronati o del consolato, è possibile presentare richieste per ottenere almeno una parte dei contributi o per garantirne l’utilizzo futuro, evitando che vadano persi.
Tutto ciò è possibile solo al raggiungimento dei requisiti minimi previsti dalla legge italiana per il pensionamento. I lavoratori peruviani che hanno versato contributi in Italia e scelgono di trasferirsi definitivamente in Perù rischiano quindi di perdere quanto accumulato, qualora non abbiano maturato i requisiti necessari. Il sogno del ritorno, invece di rappresentare l’inizio di una “nuova vita”, può così trasformarsi in una condizione di vulnerabilità economica, nonostante decenni di impegno e lavoro.
Com’è la situazione peruviana in Italia nel 2025?
Tornando all’Italia. Il cammino della comunità peruviana in Italia come ogni storia di emigrazione non è stato facile, ma è evidente che ha segnato profondamente la società italiana contemporanea.
Da presenza silenziosa a voce attiva, i peruviani hanno portato storie, resilienza e cultura, contribuendo a rendere l’Italia un Paese più aperto, seppur ancora in cammino. La piena integrazione non è stata ancora raggiunta: persistono disparità salariali, ostacoli burocratici e forme di discriminazione. Tuttavia, le nuove generazioni — non solo quelle peruviane — stanno lavorando per costruire una nuova narrazione.
La storia della comunità peruviana in Italia è ancora in corso: una storia che ha arricchito in modo silenzioso la società italiana e che, finalmente, oggi comincia a essere raccontata a voce alta.

Ivana Rojas Guzman alla Presentazione del Manifesto Antirazzista
Sala Convegni del Senato della Repubblica Italiana
Bibliografia
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione (2024). Caratteristiche socio demografiche della comunità peruviana in Italia. Associazione Amici di Lazzaro Odv. Disponibile online.
- Tuttitalia.it (2024). Peruviani in Italia – Statistiche e distribuzione per regione. Disponibile online.
- Amnesty International Italia (2009). Perù: venti anni di violazioni dei diritti umani. Disponibile online.
- Treccani – Enciclopedia online (2012). Sendero Luminoso. Disponibile online.
- Jamestown Foundation (2009). Peru’s Sendero Luminoso: From Maoism to Narco-Terrorism. Disponibile online.
- Wikipedia. Storia repubblicana del Perù. Disponibile online.
- Istituto Nazionale Previdenza Sociale – INPS (2023). Rientro nei Paesi d’origine e accesso alla pensione dei cittadini extracomunitari. Disponibile online.
- Testimonianze familiari raccolte (1988–2025).
Sitografia
- 2021, La comunità peruviana in Italia – Rapporto annuale sulla presenza dei migranti
https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Peru-rapporto-2021.pdf - Peruviani in Italia
https://www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri/peru/ - Lima, Peru Metro Area Population 1950-2025
https://www.macrotrends.net/global-metrics/cities/22078/lima/population - Panorama Perù
https://bogota.aics.gov.it/paesi/peru/ - 2015 Pil del Perù
https://www.agcnews.eu/peru-economia-previsoni/ - Settore Ortofrutticolo
https://www.macfrut.com/press_releases/1100/il_settore_ortofrutticolo_in_peru - Nuovi mercati per la meccanica agricola: la “scoperta” del Perù
https://www.mondomacchina.it/it/nuovi-mercati-per-la-meccanica-agricola-la-scoperta-del-per-c1362 - Perù, la rising star dell’America Latina
https://mglobale.promositalia.camcom.it/kdocs/1967043/sace_simest_-focus_on-_per_1.pdf - Perù: Porta, Gli italiani in Perù e i peruviani in Italia chiedono la stipula dell’accordo di sicurezza sociale
https://www.deputatipd.it/news/per%C3%B9-porta-gli-italiani-per%C3%B9-e-i-peruviani-italia-chiedono-la-stipula-dellaccordo-di-sicurezza