Siamo Sicala, Walter Magi e Coccola. Gli ultimi due formano Trampa. Sicala e Trampa formano Tresca Y Tigre.
Di Tresca Y Tigre

Come avete deciso di iniziare a collaborare? Quali sono i vantaggi di “unire le forze” nell’ambito musicale?
Sicala (Laura): Il progetto nasce dalla proposta di riprodurre delle canzoni inedite che avevo scritto ma che non avevano una base strumentale originale. Luca e Nicola suonavano già insieme e mi piaceva quello che facevano, era musica nuova, diversa, divertente.
La collaborazione nasce poi in maniera abbastanza spontanea: ci siamo resi conto che ci trovavamo bene a fare musica e a stare insieme!
Penso che unire le forze nell’ambito musicale abbia vantaggi su tantissimi livelli. Dal punto di vista creativo ti porta a capire meglio te stessa ma anche a estendere i tuoi limiti, sperimentando con sonorità nuove e modi diversi di creare.
E poi suonare insieme è troppo divertente, penso che valga lo stesso per chiunque faccia musica. Sono quel rush di stare sul palco e divertirti that close the deal.

Nel vostro progetto collettivo, Sicala canta principalmente in spagnolo e inglese. Secondo voi, come viene recepita questa scelta dal pubblico italiano? Pensate di poter puntare di più a un pubblico internazionale?
Trampa: Non ci è mai venuto in mente che i testi di Laura fossero un gancio per puntare ad avere ascolti anche fuori dall’Italia. Se succede, però, sarebbe una grande cosa!
A noi piace molto questa attitudine alla scrittura di Sicala, dove si mescolano varie musicalità, ritmi e parole in più lingue, in cui l’attenzione per il suono della parola è presente tanto quanto la trasmissione del suo significato.
Questo aumenta la libertà nella scrittura di Laura, che può pescare il meglio di tre (o forse più) lingue e creare un linguaggio originale e super musicale. Per noi diventa tutto più facile!
Per Sicala: quanto è importante il rapporto con le tue origini colombiane nella scrittura e nei tuoi gusti musicali?
Sicala: Tantissimo! Mi nutro principalmente di musica latina, che sia hip hop o altri generi, come la salsa, il bolero, il reggaeton…
Ho sempre avuto un legame molto forte con la musica sin da bambina grazie a mio padre e mio fratello, ma anche ai miei amici e amiche più strette che in un modo o nell’altro sono legati alla musica.
Per me è un punto di connessione super forte che, anche a distanza di tanti anni di vita all’estero, mi tiene vicina alla terra dove sono nata e alle persone con cui sono cresciuta. I ritmi, i suoni e i temi della musica latina mi arrivano molto di più che qualsiasi altra cosa: le congas1 e il piano del montuno2, il dramma di un bolero3 e l’intensità di un dembow4 sono elementi del mio passato che diventano coordinate creative per orientarmi nel futuro.
1congas: Un tipo di strumento a percussione originario di Cuba.
2montuno: Un sottogenere della musica tradizionale cubana, spesso caratterizzato da figure sincopate, dal quale si sviluppò la salsa negli anni ‘70.
3bolero: fa riferimento a un genere nato a Cuba che si diffuse poi in Messico, nel resto dell’America Latina e nei Caraibi. Condivide il nome con la danza e il fatto che i testi siano molto romantici.
4dembow: Il termine si riferisce sia al ritmo tipico del reggaeton, sia a un suo sottogenere.

Raccontateci come nasce un brano di Tresca Y Tigre: chi scrive i testi? Come lavorate alla produzione? Quali sono le vostre maggiori influenze musicali?
Tutti: È difficile dare una regola generale su come nasce un brano di TYT perché il nostro processo creativo è un po’ cambiato nel tempo.
Come abbiamo detto, il progetto era nato da alcune tracce inedite: i primi brani, come 606, Jazmine e Making Deals avevano già un testo e una melodia della voce sui quali disegnare una strumentale nuova.
Le altre sono state create insieme a partire da una bozza di testo scritto da Sicala oppure da un’idea di una produzione di Trampa. Ci si veniva incontro e si costruiva insieme.
Anche le influenze musicali probabilmente cambiano un po’ col tempo. Per scrivere Cáscara ci siamo un po’ ispirati ad artiste come Liv.e, Princess Nokia, Erykah Badu, e Nathy Peluso.
A proposito di Cáscara: è il vostro primo EP ed è uscito lo scorso 9 maggio, regalandoci 6 tracce con un sound davvero riconoscibile. Vi va di raccontarci un aneddoto speciale dietro la realizzazione dell’album?
Tutti: Forse il migliore che ci viene in mente è il modo in cui abbiamo scritto “Tramposa”.
Ci eravamo visti per cena prima di andare a sentire Nikki Nair e avevamo un’ora di vuoto tra il dopo cena e il concerto, per cui ci siamo detti “dai, facciamo una canzone in 60 minuti” ed eravamo così presi bene che in un’ora abbiamo effettivamente scritto, prodotto e registrato la prima bozza di “Tramposa” (che non è molto diversa da quella che potete sentire su tutte le piattaforme digitali).

A quale brano siete più affezionatɜ?
Sicala: Jazmine, 606 e Making deals.
Trampa: Bengala e Jazmine.
In “Revoltosa” avete scelto di mettere in risalto l’aspetto più politico e reazionario della musica. Quali sono i messaggi più importanti che vorreste veicolare tramite il vostro lavoro?
Sicala: Anche qui non riuscirei a dare una risposta generale che valga per tutto il progetto.
Ad esempio, “606” porta dei messaggi di un certo tipo, anche con dei toni un po’ cinici, mentre “Revoltosa” si pone con un’attitude più risolutiva.
In Revoltosa volevo dire qualcosa riguardo al non essere degli ignavi nella vita, sia nei confronti di noi stessi, sia riguardo le posizioni che prendiamo collettivamente.
In più riuscire a preservare il nostro anonimato in un mondo in cui siamo iper sorvegliati è una grande skill secondo me!
Trampa: A noi piace molto la possibilità di veicolare messaggi politici attraverso i testi e le parole di Laura, farlo solo con la musica strumentale è più complesso.
Che programmi avete nel prossimo futuro? Ci sono live in programma? Fateci uno spoiler!
Sì, sì, sì. Intanto, il 22 maggio suoneremo a Imbarchino a Torino. Faremo un release party assieme a Merli Armisa, una band fortissima di amici cari, non vediamo l’ora!
Ultima domanda, ormai di rito a ColorY*: come vedete l’Italia nel 2030?
Sicala: Malissimo.
Luca: Troppo caldo.