Gen 2: Michele Sarti Magi

Quando un telefono, un piccolo microfono e tanta ricerca posso renderti il Medium di cui hai sempre sentito il bisogno.

Un destino comune a molte persone GEN 2 è quello di trovarsi sprovviste di servizi che si adattino alle loro esigenze – o almeno che prendano in considerazione la loro esistenza e il loro punto di vista – e come abbiamo avuto il piacere di mostrare negli scorsi mesi, in molt* hanno deciso di colmare certi vuoti di sé. La GEN 2 che presentiamo oggi non è da meno.

Di Michele Sarti Magi

Quando è ora di presentarti cosa ti piace raccontare di te?

MSM: “Mi piace raccontare e condividere la voglia che ho di contribuire a cambiare in meglio la società. Ci sono troppe guerre, troppe ingiustizie e troppo odio. Per questo l’insegnamento che porto sempre con me è di provare a essere il cambiamento che voglio vedere nel mondo. Poi sono brasiliano e, sinceramente, mi gioco anche la carta del sudamericano, fa stile. No, dai, scherzo!”

Quando ti chiedono da dove vieni cosa rispondi?

MSM: “Appunto, come dicevo prima, sono nato a Rio Branco, in Brasile, venticinque lunghi anni fa. È una città vicino alla Foresta Amazzonica, in Acre.”

Sai perché abbiamo “coniato” il termine GEN 2? Che ne pensi? Ti ci identifichi?

MSM: “Immagino significhi ‘Generazione 2’, ovvero quella che, su molti temi di attualità, nazionale o mondiale, spesso non è rappresentata dalla politica attuale. Sono i giovani del clima, dei diritti civili, dei diritti umani. Sì, mi ci identifico. C’è un sistema politico indietro rispetto alle prospettive progressiste dei giovani. Serve la nuova generazione, in tutto. Serve la visione nuova, la strada del progresso, dei diritti, dell’attenzione ai bisogni delle persone.”

C’è qualcosa che le persone sbagliano sempre su di te quando ti incontrano per la prima volta?

MSM: “Dovrei chiederlo a loro, non saprei. Forse a volte sono troppo diretto. Può essere un pregio o un difetto, dipende da chi ho davanti.”

Quello che fai ora è quello che hai sempre voluto fare?

MSM: “Domanda difficile. Ciò che sto facendo, sono sicuro, non l’ho sempre voluto fare. La passione per il sociale è iniziata in terza superiore, durante alcune proteste studentesche in merito ad una situazione vergognosa e pericolosa della struttura scolastica. Poi cerco sempre di fare di più, di migliorare e imparare. Sicuramente non sono ancora al punto che voglio, quello è sicuro. Sul lavoro sì. Insegno, ho sempre amato farlo. Condividere con gli altri la conoscenza, il saper qualcosa. La conoscenza rende liberi, l’ho imparato proprio dagli anni del liceo.”

Quali difficoltà hai incontrato/stai incontrando nel tuo percorso?

MSM: “Molte, davvero molte. L’odio, l’omofobia, il razzismo, l’abilismo, il maschilismo che combatto ogni giorno sono gli antagonisti principali di questo percorso. Più incontro difficoltà, più mi rendo conto che è doveroso combattere per un mondo migliore.”

Di cosa vai più fier*?

MSM: “Sarò sincero: a marzo 2020, durante la prima ondata, quando ci travolse l’onda del Covid e gli ospedali erano al collasso, quasi senza DPI, organizzai per l’ospedale di Lucca (città dove abito) una raccolta fondi. Nel giro di qualche giorno ottenni 16.000 euro e parteciparono 450 persone. Un risultato che mi lasciò di stucco, felice, fiero. Riuscii ad acquistare migliaia di DPI di ogni tipo. Con una minuscola parte del fondo aiutai anche una casa di riposo in grande difficoltà. Fu emozionante. Lo farei altre mille volte.”

La pandemia che impatto ha avuto sul tuo lavoro?

MSM: “Diciamo che ha messo alla prova la mia capacità di adattarmi. Nella scuola di musica dove insegno, durante la seconda ondata, diressi una serie di serate, online, dedicate alla musica. Chiamai il progetto ‘Lockdown in musica’. Non ha impattato male.”

E sulla tua vita più in generale?

MSM: “La pandemia mi ha insegnato davvero molto. Il primo insegnamento è sicuramente il non dare per scontato le piccole cose. Abbiamo imparato il grande valore di un abbraccio, di un sorriso senza mascherina, di una stretta di mano. Abbiamo respirato l’aria della restrizione, della non libertà di sempre. È stato un nuovo modo di vedere la vita, di vivere, che mi ha portato a capire quanto le piccole cose non siano scontate. Anche le cose più abituali hanno il loro grande valore.”

A quasi 2 anni da maggio 2020, senti che le cose stanno cambiando anche in Italia? Se sì, come?

MSM: “Alcune cose sì, altre no. La mente di chi pensa che nel vaccino ci siano gli alieni probabilmente non cambierà. Speravo che migliorasse. Così, ad ora, non è. Per il resto abbiamo imparato molto, quello sì, soprattutto dai nostri errori. Sono fiducioso che andrà tutto per il meglio, basta impegnarsi.”

Come ti vedi tra 5 anni?

MSM: “Avvocato, sempre più innamorato della mia ragazza, 5 anni più deciso di voler cambiare il mondo.”

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