di Sara Aslaoui
Negli ultimi anni, la Modest Fashion, ossia l’abbigliamento femminile non aderente e più coprente, sta diventando sempre più popolare e riconosciuta a livello mondiale. Anche se ha visto una crescita significativa solo nell’ultimo decennio, la moda modesta è sempre esistita: l’abbigliamento coprente viene adottato da sempre, sia per motivi personali, che religiosi.
La moda modesta ha visto tuttavia un’evoluzione significativa nel tempo. Se in passato l’obiettivo principale era coprire il corpo in modo sobrio, oggi è diventata un modo per esprimere la propria identità e creatività. C’è infatti un grande desiderio di comunicare sé stessi ed essere alla moda anche con abiti modesti, senza rinunciare a seguire le tendenze contemporanee in termini di design, forme, linee e colori.
British Vogue, Pip Usher, (2018), The Multi Billion-Dollar Modest Fashion Industry That’s Gone Global
Che cos’è la Modest Fashion?
La Modest Fashion è una moda che combina lo stile con la scelta personale o religiosa di vestirsi in modo modesto, coprendo quasi tutto il corpo. Si tratta di look che non mostrano troppa pelle e non accentuano le forme, mantenendo comunque un aspetto estetico piacevole.
Le esigenze di chi veste modest sono diverse, così come i modi di interpretare questo stile. Bisogna quindi riconoscere anche qui le varie sfaccettature evitando troppe generalizzazioni.
Basti vedere la grande eterogeneità che c’è anche all’interno di una stessa comunità, come quella islamica, sul come viene indossato il velo, o la scelta del grado di modestia e pudore da osservare. Ci sono diverse interpretazioni sul come indossarlo, e i diversi stili differiscono anche da Paese a Paese, in base alle scelte personali, alle tradizioni culturali e ai contesti socio-politici.
Spesso associata alle donne musulmane, la moda modesta interessa in realtà anche altre religioni e culture, come il cristianesimo e l’ebraismo.
Per esempio, anche comunità cristiane come gli Amish e i Mennoniti seguono regole precise sull’abbigliamento modesto, in segno di umiltà. Nell’ebraismo ortodosso, il concetto di “tzniut“ (modestia) è fondamentale, per cui le donne di queste comunità indossano gonne lunghe e coprono i capelli dopo il matrimonio.
Foto da Breaking Amish
Linee guida per l’abbigliamento tzniut
Oltre ai motivi religiosi, alcune persone scelgono l’abbigliamento modesto per ragioni personali o di salute, ad esempio per proteggere la pelle dal sole o per condizioni dermatologiche.
C’è, infine, chi adotta questo tipo di abbigliamento per comodità, stile personale o per sentirsi a proprio agio. In un mondo dove l’apparenza fisica è spesso enfatizzata, scegliere abiti che non accentuano le forme viene visto come un modo per focalizzarsi sulle proprie capacità e personalità.
Tra i motivi che si trovano dietro questa scelta, si colloca, purtroppo, anche il sessismo di cui la nostra società è intrisa. La discriminazione di genere, l’eccessiva sessualizzazione e gli sguardi indesiderati sono una realtà quotidiana per molte persone.
Oggi, molte donne sentono ancora il bisogno di vestirsi in modo da non attirare l’attenzione sul proprio corpo, cercando di spostare il focus su chi sono veramente e sulle loro capacità, piuttosto che sul loro aspetto fisico.
Indossare abiti più coprenti e che non evidenziano le forme è anche, per molte, una forma di protesta o di autodifesa contro l’oggettificazione e il giudizio basato sull’aspetto fisico. Anche se la responsabilità di sfuggire a questi processi non dovrebbe essere della donna.
Per questo è fondamentale, piuttosto, lavorare sul problema alla radice, partendo dall’educazione scolastica e familiare, promuovendo immagini realistiche e positive delle donne nei media, rafforzando le leggi contro le molestie e sensibilizzando l’opinione pubblica.
La crescita della Modest Fashion
Negli ultimi anni, la Modest Fashion è diventata una vera tendenza globale. Vediamo alcune ragioni della sua diffusione:
- Crescita della comunità islamica: in Occidente, la comunità islamica è in crescita e c’è quindi una maggiore domanda di moda modesta.
- Social media: alcune Fashion Influencer e celebrità stanno rendendo sempre più popolare lo stile modesto, dimostrando che modestia e stile possono coesistere.
Maria Alia, Modest Fashion Influencer
Aya (milanpyramid), Modest Fashion Infliuencer
Rawdah, Modest Fashion Influencer
- Diversità e inclusività nella moda: diversi brand di alta moda hanno presentato modelle con il velo sulle passerelle o collezioni con abiti e gonne lunghe che rispettano i principi della moda modesta, riflettendo un impegno crescente verso l’inclusività.
Istanbul Modest Fashion Week 2024
- Brand mainstream: marchi come Nike, H&M, Uniqlo e Dolce & Gabbana hanno incluso collezioni di moda modesta, normalizzando questo stile.
Infine, la Modest Fashion vede ormai eventi dedicati in tutto il mondo. Dal 2016, ci sono le Modest Fashion Weeks tenutesi in città come Londra, Jakarta, Amsterdam e Riyadh. In Italia, ho avuto il piacere di partecipare all’organizzazione di sfilate a Milano e Torino durante le rispettive Fashion Weeks, dedicate a collezioni di moda modesta. Durante la Modest Fashion Week di Istanbul, tenutasi ad aprile di quest’anno, numerosi designer hanno presentato collezioni che combinavano tradizione e modernità, dimostrando che la moda modesta può essere innovativa e all’avanguardia, al passo della moda occidentale.
Torino Fashion Week
Ad ogni modo, va sottolineato anche come la Modest Fashion possa essere strumentalizzata per creare islamofobia. L’abbigliamento modesto, spesso unicamente associato all’Islam, viene talvolta utilizzato per alimentare pregiudizi e discriminazioni contro le donne musulmane.
Campagna svizzera per il referendum contro l’utilizzo del burqa
La rappresentazione distorta della donna musulmana nei media e nei discorsi politici può rafforzare stereotipi negativi e fomentare l’intolleranza. È quindi essenziale promuovere una comprensione più profonda e rispettosa delle diverse scelte di abbigliamento, riconoscendo che queste possono essere espressioni di identità culturali, religiose e personali. Solo attraverso l’educazione, il dialogo interculturale e una narrazione autentica, si può combattere l’islamofobia e promuovere una società più inclusiva e rispettosa delle diversità.
Campagna elettorale della Lega per le elezioni europee del 2024
Un nuovo modo di esprimersi
Oggi, la moda modesta è molto più che coprirsi. Che sia per motivi religiosi, di autodeterminazione, di comfort o di autostima, l’abbigliamento modesto rappresenta un’espressione personale, una dichiarazione di identità e valori. Colori, fantasie e design contemporanei caratterizzano sempre più questa moda, che mette al centro la persona invece del suo corpo. In un mondo dove l’apparenza fisica è spesso enfatizzata, scegliere abiti che non espongono il corpo può essere una potente dichiarazione di chi siamo veramente e di ciò che desideriamo.
Questo ci rende liberi di scegliere a chi e in che misura mostrare le nostre forme. In una società sempre più connessa e diversificata, è fondamentale rispettare ogni scelta di espressione di sé, che si tratti di coprirsi o scoprirsi. La moda modesta ci offre un modo diverso di vivere e intendere la bellezza, che merita di essere riconosciuto e accolto senza pregiudizi.
Bibliografia
- Lewis, R. (2015). Modest Fashion: Styling Bodies, Mediating Faith. I.B.Tauris.
- Lewis, R., & Mediatore, H. (2014). Islamic Fashion and Anti-Fashion: New Perspectives from Europe and North America. Bloomsbury Publishing.
- Abdel Qader S. (2019). Quello che abbiamo in testa
- (2015). Muslim Fashion: Contemporary Style Cultures. Duke University Press. Link: https://books.google.cl/books?id=ccauCgAAQBAJ